Sono Giovanni Pullano.

 

Sono un disegnatore di fumetti e illustratore.

 

Ho frequentato i corsi di fumetto presso la Scuola del Fumetto di Milano sotto la guida, tra gli altri, di Maurizio Rosenzweig e di Alessandro Baggi.

 

Ho esordito nel 2016 con Edizioni Inkiostro, disegnando una mini storia per il numero speciale Prisonization della serie Paranoid Boyd.

 

Sempre per la stessa casa editrice ho collaborato nella realizzazione del numero 6 della serie La Iena (Caino e Caino) e, attualmente, sono impegnato su un volume antologico della stessa serie, che verrà pubblicato in occasione di Luccacomics 2018.

 

Recentemente ho disegnato un volume edito dalla casa editrice Beccogiallo sulla stagione di Mani Pulite, pubblicato nel febbraio 2018.

DON’T BE AFRAID

My life is a comic / Arte  / DON’T BE AFRAID

DON’T BE AFRAID

Chiacchierando con qualche amico sull’idea di proporre fumetti personalizzati (sia che si tratti di storie brevi, che di poster), mi veniva fatto osservare che chiedere agli interessati di tramutarsi in sceneggiatori in erba, potrebbe frenare gli entusiasmi.

Il che è in parte vero, diciamocelo. Non solo dovreste conoscere bene la persona a cui vorreste donare un regalo personalizzato, ma anche sottoporvi ad uno sforzo creativo.

Da un alto vi trovereste dinanzi alla grande domanda “quanto conosco questa persona?”. Domanda che mette in crisi: perché la risposta ad essa da la misura di quanto sia profondo il rapporto e se questo è cresciuto o si è mantenuto nel tempo.

Dall’altro vivreste il dramma di tutti gli sceneggiatori/scrittori: la paura della pagina bianca.

Al che, da estimatore delle opere di Tolkien, mi è venuto in mente l’episodio quando il mago Gandalf riferisce a Frodo Baggins dell’interrogatorio a cui Gollum è stato sottoposto, da parte degli orchi di Sauron. Tra gemiti e urla disarticolate dello sventurato Gollum, due parole furono chiare agli aguzzini: “Contea” e “Baggins”. Da queste due semplici parole, Gandalf aveva compreso che Gollum aveva rivelato al nemico dove si trovava nascosto l’Unico Anello del Potere, sottrattogli da Bilbo Baggins (zio di Frodo) e portato nella Contea, la regione abitata dagli hobbit.

Perché lo racconto? Un po’ perché mi piace citare il Signore degli Anelli; un po’ perché alle volte bastano davvero pochi elementi perché molto venga rivelato.

Una delle recenti richieste che ho gestito, riguardava la realizzazione di una illustrazione che doveva costituire un biglietto di auguri alternativo. L’idea lanciata da una delle invitate al compleanno aveva inizialmente entusiasmato il resto del gruppo; dall’entusiasmo al panico il passo è stato breve. Il gruppo si è reso conto che del festeggiato aveva solo ricordi del passato. Del presente conosceva poco. Non era alle prese con il ragazzo, conosciuto trent’anni prima, che cavalcava lo snowboard e amava i Duran Duran. Era un professionista affermato, discreto, poco avvezzo ad esternare il suo privato.

A quel punto ho cercato di estrarre i pochi frammenti di quanto mi veniva riferito durante i contatti con la promotrice. Poche tracce, ma comunque tracce: Corto Maltese, i viaggi, i Duran Duran, la roulette.

Non esiste essere umano che non esprima qualcosa, un interesse; che non abbia un proprio mondo in cui vive e comunica. E anche pochi elementi possono essere utili per comporre un’immagine in grado di suscitare delle emozioni.

Perché consegnando quell’immagine gli state comunicando che lo avete pensato, che fa parte della vostra vita, che gli volete bene molto semplicemente.

Per cui, non abbiate paura della pagina bianca. E poi, io che ci sto a fare? “Contea”…. “Baggins”…

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